Washington, in preparazione il più grande museo della Bibbia.

Da collezione privata a pubblica esposizione, finanziano i Green, famiglia di imprenditori evangelici.

Il 2017 vedrà l’apertura, a Washginton, di un museo interamente dedicato a quello che – oltre essere un best-seller inarrivabile – è anche il libro più importante della cultura occidentale, e forse del mondo intero: la Bibbia.

Quella che iniziò semplicemente come una piccola collezione privata di artefatti e manoscritti antichi, avviata nel 2009 dall’imprenditore Steve Green, si trasformerà quindi in un vero e proprio progetto con lo scopo di divulgare, illustrare e descrivere in modo oggettivo il libro sacro del Cristianesimo.

«Se lo guardiamo come un semplice reperto storico, la Bibbia è essenziale per capire la cultura occidentale», afferma Amy Van Dyke nel video teaser che annuncia l’apertura, prevista per novembre, dell’imponente museo. La struttura scelta è un ex-deposito frigorifero di quarantamila metri quadri, otto piani e un teatro, completamente ristrutturato.

Tra gli oggetti esposti copie rare e antiche del libro, ovviamente, ma anche pillole di ‘cultura pop’, come la Bibbia di Elvis Presley e quella portata con sé nello spazio da Edgar Mitchellnell’Apollo-14.

«La Bibbia ha un’influenza innegabile sulla scienza, l’istruzione, la democrazia, l’arte e la società. Ha segnato profondamente molte vite, compresa la mia», afferma lo stesso Green. La collezione della sua famiglia vanta ormai circa 40.000 artefatti.

La devozione dei Green è visibile in tutti i loro progetti, specialmente in quella che può essere considerata come l’azienda di famiglia: la Hobby Lobby. Per la catena di negozi d’arte la fede cristiana evangelica non è semplicemente un affare privato, ma un codice morale che ne guida la politica commerciale.

I punti vendita Hobby Lobby, per esempio, restano chiusi la domenica, nonostante l’ovvia perdita di profitti che la decisione comporta: stando alle FAQ del sito dell’azienda, i Green hanno deciso di «chiudere nel giorno del riposo per offrire ai nostri dipendenti più tempo per la preghiera e le loro famiglie […] è una questione di principio». I Greens finanziano inoltre produzioni cinematografiche dal tema cristiano, possiedono una casa editrice evangelica e contribuiscono a finanziare diversi pellegrinaggi a Gerusalemme.

 

(fonte L'Indro)

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