Intervista col cantautore cristiano Dario Costa

“Soprattutto desidero essere uno strumento di Dio per parlare ai cuori di quanti non lo conoscono”

 

Ieri sera abbiamo potuto assistere al concerto live di Dario Costa e la sua Band. Ad accompagnare Dario (voce, chitarra acustica e armonica a bocca), Gerardo Natrella al basso, Masso Conti alla chitarra elettrica e Sandro Gianneramo alla batteria, sostituito, per due brani soltanto, dal piccolo/grande batterista Luca di Giulio, Special Guest del concerto.

Il cantautore abruzzese, ma romano d'adozione, ha eseguito numerosi brani del suo repertorio spaziando dal pop/rock al folk, toccando tematiche riguardanti:

- L’origine della vita – (“Voglio sapere”/”La palla di fuoco”/”Come fanno certi …”) attraverso domande esistenziali e le conseguenti risposte sia scientifiche che bibliche;

- L'impegno civico – con il brano “Menoparole”, rivolto, com'egli stesso ha spiegato, ai politici e al mondo cosiddetto cristiano e con “Dopo il muro”rivolto ai ricchi e potenti della terra;

- La famiglia – con riferimenti anche alla sua storia personale; toccante ad esempio il brano dedicato al padre (“Minatore”/”Solo a te vuje abbraccià”) che in gioventù era stato minatore nelle miniere di carbone del Belgio e morto prematuramente per avere respirato le poveri di carbone;

- La fede – parlandone in modo non confessionale, ma con un linguaggio informale, talvolta scanzonato e persino nel dialetto abruzzese (“C’è poco Cielo”/”La cchiù bella storie”/”L’assicurazione”).

Il tutto condito con degli arrangiamenti dal sound a volte pop e a volte rock, a volte country e a volte folk, a tratti persino scoppiettante. Insomma un concerto garbato e gradevole da ascoltare, che si è svolto nella cornice del MOEBIUS Pub, in Via di Borghesiana a Roma, alla presenza di numerosi clienti che hanno potuto mangiare ascoltando della buona musica e, soprattutto, ricevere forti stimoli alla riflessione attraverso i testi delle canzoni, di cui Dario è autore e compositore.

Abbiamo quindi colto l'occasione per intervistarlo.

 

– L'INTERVISTA:

 

D - Innanzi tutto Dario ci piacerebbe che tu ci parlassi brevemente di te; chi è Dario Costa?

R - Una persona normalissima … felicemente sposato e padre di quattro figli; un lavoratore in procinto di pensionamento, ma anche un cantautore di ispirazione cristiana.

 

D - Da quanto tempo suoni e componi?

R - Nel lontano 1967 ho iniziato a suonare la chitarra e a canticchiare qualche canzone di voga; nel 1974, dopo la mia esperienza di fede, attraverso la quale ho arreso la mia vita a Cristo, ho iniziato a scrivere le prime canzoni.

 

D - Quanti brani hai scritto in tutto?

R - Il conto esatto non ce l’ho, ma non molti, forse una cinquantina. In questi ultimi 7/8 anni ho iniziato a scrivere anche poesie, sia in italiano che nei dialetti abruzzese e romanesco.

 

D - C'è qualche cantante, o qualche genere, al quale in qualche misura ti sei ispirato per essere il Dario Costa di oggi?

R Le mie canzoni, a volte Pop/Rock e a volte Counry/Folk non hanno una linea ben definita riguardo al genere, anche se evidenziano contaminazioni diverse, dovute sicuramente all’ascolto di artisti come De Gregori, Paolo Conte, Bruce Springsteen e Mark Knopfler.

 

D - A guardarti suonare si capisce che la tua sia una vera passione, e che suonare e cantare ti dia grande gioia; che cos'è per te la musica?

R Un importante dono ricevuto dal Creatore, attraverso il quale poter esprimere sentimenti, riflessioni, denunce, incoraggiamento alla vita e alla fede … soprattutto un dono attraverso il quale servire il Signore proclamando valori e principi cristiani.

 

D - I tuoi brani spaziano dall'impegno civile, al tema famiglia, a Dio, dunque una sorta di missione attraverso la musica; ci puoi spiegare meglio che cosa ti proponi di ottenere, al di la dell'evidente divertimento che provi nell'esibirti.

R - Soprattutto desidero essere uno strumento di Dio per parlare ai cuori di quanti non lo conoscono, per portare loro un messaggio di speranza, per provocare in loro stimoli e riflessioni attraverso le quali avvicinarli a Lui; desidero essere anche uno strumento per incoraggiare coloro che sono già impegnati in un cammino con Cristo.

 

D - Chi sono i tuoi compagni della band?

R - La band è formata dal Past. Sandro Gianneramo (batteria), da Gerardo Natrella (basso), da Massimo Conti (chitarra elettrica) e dal sottoscritto (chitarra acustica, voce e armonica).

Nei primi quattro concerti di questo tour sono stati alcuni Special Guest: Andrea Auciello (cantautore), Maurizio Corsetti (cantante interprete), Filippo Tomassi (cantautore) e Luca Di Giulio (batterista).

È pronta una scaletta con diversi artisti che intendo invitare nei futuri concerti.

 

D - Dove ti esibisci di solito?

R - Maggiormente nelle chiese, ma anche nei posti pubblici come piazze, teatri; l’ultimo concerto, tenuto in un pub per la prima volta, ha entusiasmato sia me che i miei musicisti, pertanto proveremo a continuare anche su questa linea, senza trascurare le chiese chiaramente.

 

D - Come è nato questo concerto nel MOEBIUS Pub.

R - È scaturita da un’attenta riflessione fatta insieme ai miei musicisti: portare il messaggio di luce “sopra il moggio” evitando di nasconderlo “sotto il moggio”.

 

D - Progetti per il futuro?

R - Ancora no, ma spero di poter riuscire a terminare alcuni brani e scriverne altri nuovi in previsione di una futura produzione discografica.

Nel frattempo, fine Settembre inizi Ottobre, ho pensato di partecipare, in qualità di cantautore, al Tour Music Camp. Sono tre giorni di Stage presso il CET (la scuola di Mogol) in modo da poter migliorare ed arricchire le qualità artistico-musicali.

 

 

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