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La verità è che sono perdenti in questo mondo e nel mondo a venire.


 

EDITORIALE

Washington, Concluso il Summit Mondiale in difesa dei Cristiani perseguitati  Presenti molte vittime e familiari di vittime della persecuzione, ed esponenti di altissimo profilo dell'amministrazione americana e delle più importanti denominazioni cristiane mondiali   Quello appena trascorso è stato certamente uno dei fine settimana più intensi della mia esperienza ministeriale sia sotto il profilo spirituale che umano. Mi riferisco alla mia partecipazione al World Summit In…

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      Washington, Concluso il Summit Mondiale in difesa dei Cristiani perseguitati

       Presenti molte vittime e familiari di vittime della persecuzione, ed esponenti di altissimo profilo dell'amministrazione americana e delle più importanti denominazioni cristiane mondiali

       

      Quello appena trascorso è stato certamente uno dei fine settimana più intensi della mia esperienza ministeriale sia sotto il profilo spirituale che umano. Mi riferisco alla mia partecipazione al World Summit In Defense of the Persecuted Christian (Vertice Mondiale in difesa dei Cristiani Perseguitati) di Washington, organizzato dalla Billy Graham Evangelstic Association e dalla Samaritan's Purse, presiedute entrambe da Franklin Graham.

       

      GLI OBBIETTIVI

       

      Il vertice, il primo della storia di questa natura, a cui hanno preso parte oltre 600 delegati provenienti da oltre 135 diversi paesi del mondo, aveva come obbiettivi:

       

      • richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica mondiale nei confronti di un fenomeno in drammatica ascesa come mai nella storia, come risulta dal rapporto annuale del Center for the Study of Global Christianity (CSGC),che parla di oltre 90.000 cristiani uccisi solo nello scorso anno e altri 215 milioni sottoposti ad alta, altissima, o estremamente alta persecuzione, con carcerazioni, demolizioni di chiese e abitazioni, esclusione sociale, ecc. ; in 50 paesi del mondo.);

       

      • Fare pressione sull'amministrazione americana perché metta in campo tutte le iniziative necessarie a difendere i cristiani perseguitati in ogni parte del mondo;

       

      • Sensibilizzare e mobilizzare la chiesa mondiale incoraggiandola a;

      • pregare in primo luogo;

      • ma anche a intraprendere qualsiasi iniziativa utile a far conoscere la drammaticità della situazione dei cristiani perseguitati

      • fare pressione sui propri governi e sui propri rappresentanti politici perché prendano posizione nei confronti dei governi di quei paesi responsabili della persecuzione, che sono in larga parte a maggioranza islamica, ma anche paesi come Pakistan, India Myanmar e Nord Corea ecc.;

      • fornire assistenza pratica alla chiesa perseguitata a seconda delle proprie possibilità.

       

      LA STAORDINARIETA' DEL SUMMIT

       

      La particolarità del summit è dovuta a vari fattori, come ad esempio la partecipazione di molte vittime o di loro familiari. Tra questi si segnalano:

       

      • ad esempio Peter Bhatti, fratello di  Shahbaz Bhatti, I e unico ministro cristiano del parlamento pakistano assassinato il 2 marzo del 2011, dopo essersi speso per l'abolizione della legge sulla blasfemia, e per avere preso le difese di Asia Bibi, in carcere con la pretestuosa accusa di blasfemia;

      •  Susanne Geske e Shemse Aydin  vedove di due dei tre fratelli trucidati a Malatya in Turchia il 18 aprile 2007;

      • la cantante cristiana eritrea Helen Berhane, rinchiusa per 32 mesi in un container in condizioni disumane e torturata a causa della sua fede cristiana, e liberata nel 2006 solo quando i suoi aguzzini erano convinti dell'imminenza della sua morte, ma riuscita miracolosamente a sopravvivere e fuggire in Danimarca dove vive attualmente;

      • l'iracheno padre Douglas Bazi, rapito e torturato per 9 mesi, preso a martellate sul volto, facendogli saltare i denti, e oggetto di una revolverata ad una gamba;

      • e di molti altri che qui sarebbe lungo da elencare);

       

      Nessuno dei testimoni ha manifestato risentimento nei confronti degli autori delle violenze, tutti hanno invece parlato di amore e di perdono, anche come condizione per interrompere la catena di odio tra le generazioni, e della necessità invece di seminare amore e perdono nei cuori dei nuovi cittadini.

       

      Nel corso della conferenza s'è anche accennato alla storia dell'ex governatore cristiano di Jakarta, Basuki Tjahaja Purnama, arrestato il 9 maggio scorso con l'accusa di blasfemia contro l'islam e per questo condannato a due anni di carcere da un tribunale di Jakarta.

       

       

      IL VICEPRESIDENTE AMERICANO

       

      La straordinarietà del summit è stata anche determinata dalla partecipazione di numerosi esponenti politici americani dall'altissimo profilo istituzionale, a partire dal Vicepresidente degli USA Mike Pence, che ha portato il saluto del Presidente Donald Trump, e di membri del Senato e del Congresso americani, tutti dichiaratamente credenti, i cui interventi sono stati una via di mezzo tra una predicazione di esortazione e un comizio politico, i quali si sono tutti impegnati a battersi con ogni mezzo in difesa dei cristiani perseguitati in ogni parte del mondo, e nel garantire il diritto alla libertà religiosa, in primis per i cristiani, ma anche per gli appartenenti a qualsiasi altra confessione religiosa e ai non credenti, e nel reprimere contrastare ogni forma di violenza e persecuzione.

       

      OSPITI E ORATORI

       

      Di ottimo livello anche la partecipazione degli ospiti e degli oratori; a partire dal Segretario Generale dell'alleanza Evangelica Mondiale (WEA) Efraim Manguiat Tendero;

       

      Ravi Zacharias, apologeta e evangelista di livello mondiale, (oratore del prossimo evento dell'Alleanza Evangelica Italiana (AEI) del 30 giugno e 1 luglio a Roma).

       

      Tra musicisti si segnala la partecipazione in quasi tutte le sessioni del cantante cristiano Michael W Smith.

       

      Tutti gli oratori commentando le Scritture, hanno parlato della sofferenza e della persecuzione come una cosa più vicina alla norma che non come una eccezione. Ma anche del dovere da parte di tutti i credenti non perseguitati di mostrare solidarietà ai fratelli sofferenti, e adoperarsi in loro favore.

       

      LE CIFRE

       

      Nel corso della conferenza sono anche state fornite le drammatiche cifre della persecuzione dei cristiani nel 2016, tratte dal rapporto di Porte Aperte, un osservatorio internazionale sulla libertà religiosa, secondo il quale nel corso del 2016, oltre 90.000 cristiani sono stati uccisi per la loro fede, e altri 215.000 milioni sottoposti ad alta, altissima, o estremamente alta, persecuzione, con carcerazioni, demolizioni di chiese e abitazioni, esclusione sociale, ecc. ; in 50 paesi del mondo.

       

      Secondo padre Douglas Bazi, in Iraq, dai due milioni di cristiani presenti nel 2003, oggi se ne contano meno di 200.000.

       

      I cristiani dell'Asia, in paesi come Pakistan, India e Myanmar, sono presi di mira dai movimenti nazionalisti religiosi, non solo islamici ma anche indù e buddisti. Questi percepiscono l'evangelizzazione come un tentativo di colonizzazione culturale da parte dell'occidente, mentre come è noto la fede cristiana sia nata in Medio Oriente.

       

       

      COBELLIGERANZA

       

      Hanno preso parte alla conferenza mondiale esponenti di primo piano di ogni tradizione cristiana; evangelici, protestanti, cattolici, ortodossi, anglicani, copti, ecc.

       

      Ma come ha tenuto a precisare Franklin Graham, questa iniziativa non ha nulla a che vedere con l'ecumenismo, essa vuole solamente esprimere solidarietà ai cristiani perseguitati e cercare soluzioni, quale che sia la loro tradizione e denominazione, dal momento che gli aguzzini non fanno distinzione tra denominazioni, ma chiunque confessa la fede in Cristo è per loro considerato una anemico da distruggere.

       

      Tant'è che l'ultima sessione conclusiva, quella del sabato mattina, in cui era prevista la celebrazione della Cena del Signore, ha visto la sola partecipazione degli evangelici.

       

      LIBERTA' RELIGIOSA MINACCIATA ANCHE IN OCCIDENTE

       

      Nel corso del summit si è anche parlato del secolarismo che affligge i paesi occidentali, dove la libertà religiosa è sempre più minacciata da leggi che limitano la libertà religiosa e di parola, e puniscono i cristiani che si avvalgono dell'obbiezione di coscienza per non partecipare con le proprie prestazioni professionali in situazioni incompatibili con la propria fede, o che esprimono idee non in linea con il lo stile di vita omosessuale.

       

      Quindi se nel Medio Oriente in Africa e in altri paesi il nemico del cristianesimo è il radicalismo religioso, in occidente il nemico è il laicismo, ossia quella corrente di pensiero volta ad affermare e valorizzare l'indipendenza della società civile e politica da ogni forma di condizionamento della Chiesa, sviluppatasi a partire dal 19° secolo.

       

      Si differenzia da laicità (che allude alla distinzione tra Stato e Chiesa) per la presenza di una componente anticlericale e per la tendenza a considerare la religione un fatto esclusivamente privato, che non deve in alcun modo influire sulle decisioni pubbliche. Spesso il laicismo si è tradotto in atti persecutori nei confronti di credenti che per ragioni di coscienza non sono disposti a prestare i propri servizi in situazioni incompatibili con la propria fede.

       

      Uno di questi casi è quello Kelvin Cochran, che ha dato la sua testimonianza al summit. Cochran ex comandate dei vigili del fuoco di Atlanata, è un cristiano evangelico che ha perso il posto per una frase del suo libro dal titolo “Who Told You That You Were Naked,” (Chi ti ha mostrato che eri nudo? - un chiaro riferimento alle aprole pronunciate da Dio ad Adamo dopo che aveva disobbedito al suo comando di non mangiare dell'albero della conoscenza del bene e del male).

      Si tratta di uno studio biblico che affronta vari temi alla luce della Bibbia. In un capitolo Cochran aveva definito l'omosessualità e il lesbismo “perversioni alla stregua della pederastia e della bestialità”. Tanto è bastato per fargli perdere il posto.

       

      Ha dato la sua testimonianza anche la sig.ra Barronelle Stutzman  72 fioraia dello Stato di Washington, che per essersi rifiutata di fornire il proprio servizio ad una coppia gay è stata trascinata in tribunale e condannata. Ora rischia di perdere la sua attività, ed è in attesa della sentenza della Corte Suprema, che si spera passa ribaltare la sentenza di condanna.

       

      Ma non si tratta di casi isolati, ha precisato Kristen K. Waggoner dell'Alliance Defending Freedom, che difernde la Signora Baronelle in tribunale, ma di moltissimi casi in continua ascesa, che riguardano, pasticceri, fotografi, medici, farmacisti, dipendenti pubblici, sarti, ecc.

       

       

      Analoghi casi si registrano in altri paesi occidentali.

       

      Per l'Italia erano presenti: Stefano Bogliolo, coordinatore della commissione per al libertà religiosa e del distretto del centro Itali per l'AEI, Romolo Giovanardi, della casa editrice Uomini Nuovo e Cristoforo Gautsch di ACP Italia e Svizzera

       

      Alla fine del summit è stata sottoscritta una dichiarazione finale

       

       

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