Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 10 Febbraio 2010 09:24) Scritto da Buonanotizia Martedì 09 Febbraio 2010 22:03

La vicepresidente REFO  Salamone Rosa contesta il Patto Tra  le comunità valdometodiste e le chiese delle AD

In un suo articolo, Salamone Rosa vicepresidente REFO (Rete evangelica fede e omosessualità) esprime i suoi timori e la sua contrarietà all’approvazione del “Patto” tra le comunità valdometodiste  e le chiese dell’AD (Assemblee di Dio, gruppo di chiese pentecostali uscito di recente dalle ADI – Assemblee di Dio in Italia), soprattutto per quel che riguarda la posizione di quest’ultime sul tema dell’omosessualità.

D’altro canto per ragioni opposte, anche nell’ambito del variegato mondo pentecostale sono state espresse molte perplessità sulle modalità che hanno condotto alla stesura del patto,  confezionato in pochi messi, mentre gli stessi rappresentanti valdesi del dialogo con i pentecostali della FCP (Federazione delle Chiese Pentecostali) è ancora impegnato nel dialogo con la FCP, un confronto in corso dal una dozzina di anni e che ha già prodotto dei documenti pubblicati dalla Claudiana. Le perplessità riguardano non solo la rapidità con cui è stato confezionato il Patto, ma anche i suoi contenuti, con particolare riferimento al tema dell’omosessualità, rispetto al quale la posizione delle chiese pentecostali è molto chiara.

Esse ritengono sulla base delle Sacre Scritture, (due testi fra tutti: Lettera dell’Apostolo Paolo ai Romani cap. 1 ver. da 24 a 27,   Levitico 18:22) che tale comportamento sia un peccato, al pari dell’adulterio, della fornicazione, ecc., e che quindi  come tale esclude chi la pratica dalla grazia di Dio (1 Corinzi 6:9  “Non sapete voi che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non v’ingannate: né i fornicatori, né gli idolatri, né gli adulteri, né gli effeminati, né gli omosessuali, 10  né i ladri, né gli avari, né gli ubriaconi, né gli oltraggiatori, né i rapinatori erediteranno il regno di Dio.”), grazia però che può essere ricevuta  attraverso.

Quale dovrebbe essere la missione della chiesa, se non quella di accoglier il peccatore, al quale annunciare la Buona Notizia, ovvero che attraverso il sacrificio di Gesù Cristo, egli può ottenere il perdono dei peccati mediante il pentimento ed il ravvedimento?

Ma ecco di seguito l’articolo  della vicepresidente REFO (Rete evangelica fede e omosessualità) Salamone Rosa, e successivamente una nota del presidente della FCP (Federazione delle Chiese Pentecostali) sulla posizione delle Chiese Pentecostali sul tema dell’omosessualità.


 Tratti da http://ecumenici.wordpress.com/2010/01/28/

Sono molto preoccupata, come donna e come lesbica, sul possibile “patto” tra le comunità valdometodiste e le chiese dell’AD (Assemblee di Dio da non confondere con ADI Assemblee di Dio in Italia), patto che porterebbe ad affratellare le due comunità un po’ come succede tra le chiese battiste e le valdometodiste. Credo di poter affermare che tale preoccupazione è condivisa dai gruppi e dalle commissioni che in parte rappresento e di cui sono membro: REFO, VARCO, Progetto Moltiplicare le benedizioni. Facendo parte inoltre di un portale, Gionata, che si occupa di Fede e Omosessualità e che raccoglie credenti omosessuali, lesbiche, trans e bisex di ogni provenienza religiosa, posso affermare che l’ipotesi di un patto con i fratelli e le sorelle delle comunità pentecostale AD ha lasciato perplesso più di qualche amico. La proposta del patto viene auspicata in un testo sinodale 2009 a firma, per ciò che riguarda la parte valdese, di Emanuele Fiume, Eric Noffke e Paolo Ricca, disponibile sul sito della chiesa valdese.  In linea generale anche io mi auspico che il dialogo con le chiese pentecostali AD non s’interrompa ma prosegua nel segno dell’ecumenismo e del reciproco rispetto, così come accade con altre chiese e comunità religiose.  Tuttavia, pur apprezzando la metodologia del testo e la buona volontà di chi lo ha prodotto mettendo in risalto ciò che accomuna le due comunità, invece che sottolineare quanto ci separa, non posso che condividere i timori espressi da altri fratelli e sorelle valdesi  in base ai quali il testo finirebbe con il tacere questioni importanti che all’atto pratico impedirebbero la realizzazione del patto.  In particolare il testo proposto sembra reticente su questioni non del tutto secondarie. Provo ad elencarne alcune:

1) nel testo non si fa cenno ai criteri di lettura della Bibbia applicati dalle chiese dell’AD: letterale-integralista o critico-storico come nelle nostre comunità?

2) tra le questioni che potrebbero ostacolare la realizzazione del patto c’è il ruolo della donna, a cui non si fa espresso accenno in tutte le pagine del documento (ben nove), per non parlare del silenzio sul ruolo delle pastore. Trovo questo omissis davvero inquietante.

4) molti hanno fatto notare che l’omosessualità non è una questione “attualmente oggetto di riflessione e dibattito anche all’interno della Chiesa Valdese” così come si dichiara nel testo al punto 6, perché esiste un documento preciso (assemblea Sinodo 2006) che confessa il peccato della discriminazione e dell’omofobia, spingendo le nostre comunità perché si attivino al riconoscimento delle coppie di fatto

5) altri hanno inoltre evidenziato che la questione dell’omosessualità non può essere liquidata come una delle tante questioni etiche su cui si hanno divergenze di opinione, così come si dichiara nel punto 6, perché il problema è più complesso e ha a che vedere per esempio con la fede nei carismi tipica dei pentecostali. Tra i carismi riconosciuti dalle chiese pentecostali c’è quello della guarigione. Esattamente, qual è la posizione delle chiese AD rispetto al blocco delle chiese pentecostali ADI da cui si sono staccate? L’omosessualità è per loro una malattia mentale e pertanto sanabile attraverso la preghiera?

6) lo scambio dei pulpiti suggerito come augurio dal testo vuol dire concretamente che un gruppo di LGBTQ credenti valdesi e battisti come il VARCO o la REFO potranno organizzare un culto nelle chiese pentecostali?

7) ci si è chiesti in che modo la struttura sinodale delle nostro comunità possa essere definita dal testo “perfettamente compatibile” (punto 5, Questioni di Ordinamento) con la struttura congregazionalista delle chiese pentecostali. Congregazionalista vuol dire che una struttura centrale decide e poi le chiese locali sono libere di aderire o no a certe decisioni, un po’ come i battisti? Sembra, invece, dall’espressione presente nel punto 5, che a differenza dei battisti, la struttura che decide sulle questioni etiche e spirituali in ambito pentecostale AD non sia un Sinodo come il nostro formato da laici e pastori, ma esclusivamente da un collegio ministeriale composto da pastori, diaconi e figure chiamate “apostoli”.

8) le chiese AD fanno o non fanno parte della Federazione delle Chiese Pentecostali? A questo proposito si tenga presente  la dichiarazione sull’omosessualità del 2008 di Remo Cristallo, presidente della Federazione, che ho riportato qui di seguito. Non credo di poter considerare tale dichiarazione, per quanto mi sforzi, un segnale positivo nei miei confronti o nei confronti della comunità LGBTQ in generale.  

9) qual è la posizione delle chiese AD sul dialogo interreligioso, in particolare sul dialogo con l’ebraismo, o sull’ecumenismo?

10) sembrerebbe che il concetto di una morte dignitosa non sia lo stesso per la chiesa valdese e per le chiese AD

10) E’ davvero sensato chiamare divergenza di opinioni quello che invece potrebbe essere un modo diverso di testimoniare il vangelo da parte delle due comunità?

 In conclusione, il cammino verso il “patto” appare non solo accelerato ma anche scarsamente elaborato, perché molti punti restano oscuri, probabilmente dovuto al fatto che poco si sappia delle chiese AD. E proprio per ovviare a questa scarsa comprensione bisognerebbe conoscere meglio i loro membri perché possano spiegare alcuni degli aspetti messi in risalto. Invitarli a riunioni e convegni per favorire la reciproca conoscenza appare senz’altro legittimo prima di approdare a qualunque alleanza. Speriamo di scoprire in questo caso che le chiese AD hanno preso le distanze dalle chiese ADI su molti punti, non ultimo l’omosessualità.

 Sarebbe davvero imbarazzante scoprire che le comunità valdometodiste dichiarano un giorno il peccato della discriminazione e dell’omofobia per poi un altro giorno stringere un patto con le chiese che in tale discriminazione proseguono. La comunità dei credenti LGBTQ ha ben presente, per esperienza propria e altrui, la pratica odiosa e ipocrita delle tante chiese che apparentemente accettano gli omosessuali per poi sottoporli a un piano di sostanziale recupero. Le sedicenti terapie volte a recuperare gli omosessuali dalla loro “ condizione illecita” hanno provocato e provocano ferite insanabili nella propria psiche, depressione, disturbi psicosomatici, destrutturazione psicologica di cui sono pieni i libri di medicina e di cui un giorno si parlerà certamente nei libri di storia. E’ necessario fare chiarezza su questo punto.

 Basterebbe leggere le dichiarazioni di Remo Cristallo per capire quanto siano indigeste. Molte chiese dichiarano che una legge sull’omofobia impedirebbe la legittima espressione delle voci che al contrario condannano l’omosessualità, ma forse bisognerebbe ricordare loro che chi fa dichiarazioni omofobe in Italia non corre pericolo di vita, di perdere un lavoro o di ritrovarsi sottoposto ad ogni sorta di ricatto.

 Non la mia chiesa e non in mio nome, dunque, me lo auguro dal profondo del cuore.  

Salamone Rosa, vicepresidente REFO (Rete evangelica fede e omosessualità)

 


 

 DICHIARAZIONE di Remo Cristallo

“A seguito del dibattito che si è aperto nel mondo evangelico italiano sulla questione dell’omosessualità e che ha visto la pubblicazione di diversi documenti, il presidente della Federazione delle Chiese Pentecostali, il Past. Remo Cristallo, sollecitato da diversi organi di informazione ad esprimere la posizione che hanno sulla questione le chiese da lui rappresentate, ha rilasciato la seguente dichiarazione affidata a varie agenzie di stampa per la pubblicazione e la diffusione.

“La Federazione che io rappresento non ha mai nascosto la sua posizione in materia; una commissione sta lavorando alla definizione di un documento organico nel quale sarà espressa la posizione ufficiale sull’argomento. Per il momento posso solo dichiarare che non si è mai persa l’occasione di ribadire ogni qual volta è stato possibile che per noi il dato biblico sull’argomento è insuperabile; vale a dire che alla luce di quanto emerge dalle Scritture l’omosessualità non può essere ritenuta una condizione lecita. La nostra comprensione della Bibbia e l’esperienza delle nostre chiese ci inducono a credere che l’omosessualità è una condizione suscettibile di cambiamento e pertanto noi crediamo che per la grazia di Dio e attraverso l’incoraggiamento della comunità di fede un individuo possa vivere in armonia con i principi della Parola di Dio. Mi dispiace molto che spesso attraverso gli organi di informazione si dia l’impressione che il mondo evangelico italiano abbia una posizione omogenea su questo tema; è noto, invece, che le posizioni sono molto differenziate e che sicuramente la maggioranza degli evangelici non è affatto favorevole a considerare l’omosessualità una condizione lecita. Ovviamente il rispetto per chi la pensa diversamente rimane e non pregiudica ambiti comuni di impegno e di dialogo; questo, però, non significa mancanza di differenza e diversità di posizione.

Ci tengo a sottolineare questo aspetto della questione perchè, come è noto, la Federazione pentecostale intrattiene buoni rapporti con le chiese evangeliche BMV che hanno una posizione molto diversa dalla nostra su questi temi e pertanto da noi non condivisa. Tutti sanno che dialogare non significa concordare su tutto. Bisogna fare molta attenzione alle strumentalizzazioni ideologiche delle posizioni, qualunque esse siano e da qualunque parte arrivino. Sono assolutamente convinto della necessità che non si debba operare alcuna forma di discriminazione nei confronti degli omosessuali.

Ma sono anche molto preoccupato per l’enorme peso che i diritti degli individui assumono nella discussione e nel dibattito a scapito dei diritti della famiglia, come pure mi preoccupa il clima di intimidazione che in alcuni paesi europei iper laicisti si è venuto a creare nel minacciare (e in qualche caso adottare) misure restrittive per chi in nome della propria fede considera inaccettabile l’omosessualità. L’affermazione del diritto a vivere quella che alcuni ritengono la propria condizione naturale e relazionale non deve cancellare il diritto di parola di chi ritiene il contrario e lo vuole dire pubblicamente. Solo se si terrà conto dei diritti di tutti la discussione potrà essere più serena”.

Past. Remo Cristallo

8 maggio 2008

Commenti (0)Add Comment

Scrivi commento

busy
In alto

Cerca

Buonanotizia TV

 

Login

Recensione Libri

Il Versetto Del Giorno

“Ma ora così dice l’Eterno, che ti ha creato, o Giacobbe, che ti ha formato, o Israele: "Non temere, perché io ti ho redento, ti ho chiamato per nome; tu mi appartieni.  Quando passerai attraverso le acque io sarò con te, o attraverserai i fiumi, non ti sommergeranno; quando camminerai in mezzo al fuoco, non sarai bruciato e la fiamma non ti consumerà.  Poiché io sono l’Eterno, il tuo DIO, il Santo d’Israele, il tuo Salvatore.”

(Isaia 43:1-3)

 

In alto
 17 visitatori online

Alleanza Evangelica Italiana

 

  

In alto