
Il consumo di sostanze stupefacenti in Europa non è più un fenomeno giovanile: una persona su cinque (19%) tra quelle che si curano per problemi di droga è over 40, laddove appena dieci anni fa erano solo il 10%. Il dato emerge da una rassegna speciale a corredo della Relazione 2010 dell'Oedt, l'Agenzia europea delle droghe, presentata oggi a Lisbona e in contemporanea a Roma.
L'Europa sta assistendo a un marcato invecchiamento della popolazione: entro il 2050 circa un quarto della popolazione europea avrà 65 anni o più. Anche la popolazione che fa uso di droghe sta invecchiando, e rispondere alle esigenze dei consumatori di sostanze anziani è un problema crescente per i servizi di cura. Questo fenomeno è particolarmente accentuato nei Paesi occidentali, dove il primo boom di consumi di eroina dell'Ue si è verificato negli anni 1980 e 1990.
Il Portogallo è il Paese con la percentuale più alta (28%) di tossicodipendenti ultraquarantenni in cura, mentre in Spagna si registra l'incremento maggiore, il 15% in più dal 2000. I consumatori di droga non più giovani che si sottopongono a trattamento riportano tassi elevati di disoccupazione, isolamento sociale e mostrano le conseguenze fisiche e psicosociali croniche di un consumo di stupefacenti di lungo termine (ad esempio malattie del fegato, depressione).
Sono inoltre frequenti problemi correlati al consumo di alcol e tabacco. Essendo sottoposti a un processo di invecchiamento precoce, possono aver bisogno di un livello di assistenza generalmente richiesto da persone con 20 anni in più. I servizi di cura, sottolinea l'Oedt, sono attualmente calibrati su consumatori più giovani e il personale spesso non conosce le problematiche collegate alla tossicodipendenza nell'età matura.

Twitter
Myspace
Yahoo
Googlize this
Facebook
Wikio

















