
A dirlo Henriette Froehlich, responsabile per le comunicazione di Mission-Net - Henriette Henriette, responsabile per le comunicazione di Mission-Net, ha parlato recentemente con Christian Post, in merito alla conferenza di massa che ha avuto luogo ad Erfurt in Germania, dal 28 dicembre 2011 al 2 gennaio 2012. 2.500, dove giovani provenienti da 40 diverse nazioni europee hanno preso parte alla conferenza biennale, l'unica conferenza missionaria paneuropea rivota ai giovani.
Froehlich ha parlato del congresso di Mission-Net e del cristianesimo in Europa.
CP: Qual'è essenzialmente il messaggio del congresso di Mission-Net?
Froehlich: Promossa dall'Alleanza Missionaria Evangelica Europea (EEMA), e dall'Alleanza Evangelica Europea (EEA), la ragione d'essere di Mission-Net è quella di incoraggiare e promuovere movimenti Mission-Net a livello nazionale e regionale in tutta Europa, e mettere insieme giovani cristiani per il reciproco incoraggiamento, l'insegnamento, l'addestramento e la mobilitazione.
Mission-Net si rivolge in particolare ai giovani europei tra i 16 e i 30 anni, desiderosi di vivere uno stile di vita cristiano missionale per coniugare l'aspetto spirituale della fede con il contributo pratico per il bene comune della società. Mission-Net è esclusivamente europea, è interculturale, missionale, al servizio della chiesa, interessata a questioni di rilievo, olistica, incentrata sulla persona di Cristo e dedita alla preghiera.
CP: Esiste una grande questione (o più d'una) per il cristianesimo europeo in questo momento?
Froehlich: In Europa vivono al momento oltre 830 milioni di persone, di cui solo meno del 2% sono seguaci di Cristo. Negli ultimi anni il continente ha subito una crescente secolarizzazione delle diverse nazioni, ed una crescita massiva della popolazione immigrata. L'Europa è oggi multiculturale e richiede uno stile di vita interculturale. Oggi viviamo in un epoca in cui gli estremi confini della terra sono diventati il nostro prossimo.
Molte persone che vengono in Europa provengono da paesi dove è loro precluso l'accesso alla verità in tema di fede, questo offre alla chiesa una grande opportunità di impegnarsi nella missione del 'Grande Mandato' nelle rispettive comunità locali. Chi, se non noi cristiani, membri dell'unico corpo, che è la chiesa, deve stare in prima linea nel dare l'esempio di uno stile di vita interculturale, apprezzando le differenze degli altri senza rinunciare alla propria specificità culturale?
In Europa si assiste a due opposte tendenze: una è fortemente caratterizzata da un crescente nazionalismo, spesso legato all'etnocentrismo, l'altra invece, è la preferenza, specificamente tra i giovani, a definirsi europei piuttosto che cittadini dei rispettivi paesi. Entrambe queste due tendenze sono fortemente influenzate dalla vigorosa migrazione all'interno della stessa Europa; ad esempio di lavoratori polacchi nel Regno Unito, romeni in Spagna e Portogallo e albanesi in Italia. Vi è inoltre una costante e crescente migrazione verso l'Europa, soprattutto dall'Africa e da alcune aree dell'Asia. Siccome molti degli immigrati dal sud globale del mondo sono credenti, un influsso di un'autentica e vibrante espressione del cristianesimo biblico sta emergendo in Europa.
Ma l'Europa è anche una società pluralistica e post-cristiana. Pertanto le missioni evangelistiche restano un formidabile strumento di discepolato, che affronta i bisogni, più sotto il profilo della “missione quotidiana”, incoraggiando e equipaggiando i partecipanti a vivere uno stila di vita missionale 365 giorni l'anno (trasformando il nostro mondo). Prendendo atto del fatto che la storia attuale non è più quella che vede modificata la società su larga scala, la chiesa (e le agenzie missionarie) dovrebbe adattare il suo approccio ad una missione quotidiana.
Vivere in una società post-cristiana significa che noi siamo pellegrini in una cultura dove non ci sentiamo più a casa nostra, sebbene siamo stati chiamati a condividere la grande speranza. Nella comunità cristiana dobbiamo dimostrare la concretezza dell'Evangelo. Pregare, amare e servire l'uno l'altro e la comunità. Dobbiamo riscoprire il nostro contesto missionario, imparare a conoscere la nostra comunità locale. Chi ci vive? Quali le loro storie, i valori la cultura e i bisogni? Con questo punto di partenza saremo in grado di testimoniare il nostro messaggio di speranza in Cristo e le dei suoi effetti.
Inoltre, spendere del tempo in un'altra cultura può essere altrettanto stimolante e vantaggioso. Rinunciare alle nostre comodità permette a Dio di farci crescere e allargare la nostra visione per le nazioni. Mission-Net non è interessa a creare una istituzione, ma piuttosto a formare un movimento di giovani che possano influenzare il mondo dove essi si trovano vivendo la Buona Notizia di Gesù.
CP: Ritieni che giovani missionari non siano abbastanza ? E se si, perché secondo te?
Froehlich: E' stato detto spesso che ogni nuova generazione deve esse conquistata a Cristo. Vale la stessa cosa per l'Europa, come per il resto del mondo. Così come cresce la popolazione mondiale, così cresce il bisogno di un numero maggiore di operai cristiani. Ma cambia anche la natura della missione, le nazioni che una volta mandavano missionari oggi sono diventate meta di missionari e viceversa, le nazioni che una tempo erano meta di missionari sono oggi nazioni che inviano missionari. Mission-Net esiste per sfidare i giovani cristiani d'Europa ad assumere uno stile di vita missionale laddove Dio li ha chiamati per poter raggiungere la nazione, tanto in patria che all'estero.
CP: Quali iniziative sta mettendo in atto o pensa di intraprendere, Operazione Mobilitazione per raggiungere un numero maggiore di persone?
Froehlich: OM Europa cerca di trasformare tanto gli individui che le comunità in più di 30 nazioni, raggiungendo i quartieri, prendendosi cura degli emarginati, amando i mussulmani, potenziando bambini e giovani e collaborando con la chiesa europea. Per maggiori informazioni http://www.om.org/europe.
CP: Quale'è il tuo messaggio per i giovani ancora indecisi se diventare missionari?
Froehlich: Oltre 100 organizzazioni cristiane e agenzie missionarie, scuole bibliche e seminari teologici hanno avuto la loro esposizione nel “Global Market” al congresso di Mission-Net di Erfurt, in Germania, dal 28 dicembre al 2 gennaio 2012. Siamo stati incoraggiati nel constatare che 1.500 partecipanti hanno compilato la scheda personale, e che in 500 hanno dato il proprio contributo volontario al Centro di Consulenza Missionaria nel corso della settimana. Oltre 400 giovani hanno inoltre partecipato a due evangelizzazioni all'aperto ad Erfurt nel pomeriggio del venerdì.
Le missioni sono ancora molto importanti per i giovani cristiani europei, e le occasioni sia in Europa che al di fuori dell'Europa abbondano. Coloro che sentono la chiamata di Dio a tempo pieno per la missione, sono incoraggiati a prendere del tempo per pregare, consigliarsi con i responsabili della propria chiesa e prendere contatto con coloro che sono sul campo di missione. Ma sia chi Dio ci chiami a restare o che ci chiami ad andare, abbiamo una parte da svolgere nella storia di Dio. Da qui inizia la vera trasformazione.
(fonte Christian Post)

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