
12 feb. 2012 - Riceviamo e volentieri pubblichiamo, la riflessione di Andrea Diprose, che mette a confronto l'inattesa dipartita della mamma Eunice, avvenuta domenica scorsa, e quella della famosa cantante Witney Houston, avvenuta ieri.
<<La religiosità contrastata con una vita vissuta alla gloria di Dio- Due donne, due voci, due vite a confronto - Che contrasto!
5 febbraio 2012 in periferia di Roma, alle ore 23 circa, muore, dopo una vita vissuta alla gloria di Dio, Eunice Mary Randall in Diprose. 11 febbraio alle 15:55 ora locale negli USA, a Beverley Hills, viene data la notizia del decesso della quarantotenne Whitney Houston. Due donne, due vite, due donne che aderiscono a raggruppamenti religiosi di stampo anabattista, due mamme di famiglia, due voci che cantano anche canzoni che parlano del loro Creatore, ma che contrasto fra queste due vite! Innanzitutto, la prima, nonostante le vicissitudini della vita riesce ad arrivare all'età della pensione (67 anni) rimanendo sempre sposata con lo stesso marito. L'altra, dopo un matrimonio a dir poco sbagliato e dopo anni ed anni vissuti facendo consumo di droghe e sostanze varie che al posto di aiutarla l'hanno finita di distruggere, muore con vicino a lei un uomo che non è il padre dei suoi figli.
Ricordo ancora quando in data 4 maggio 2010 al PalaLottomatica di Roma io e mia moglie andammo all'ultimo concerto italiano di Whitney Houston. Che delusione! Le mancava il fiato e si comprendeva chiaramente che non era più la Whitney Houston di una volta. C'era solo l'ombra di quella donna bellissima con una voce bellissima, un soprano che tutti (in precedenza) invidiavano!
Gesù disse "Perché chi vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi avrà perduto la sua vita per amor mio, la troverà" (Matteo 16:25). Ancora Gesù affermò "Non chiunque mi dice: 'Signore' , 'Signore' entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli." (Matteo 7:21).
Eunice è morta con suo marito che la teneva per mano dopo che sua nuora aveva tentato invano di riamimarla dopo che Eunice era stata colpita da una emotisi notevole, una emoragia devastante. Eunice trascorse l'ultima mattina della sua vita ad accudire il suo penultimo nipote affinché il suo figlio maggiore, dopo settimane di rinunce, per motivi famigliari, alla partecipazione a riunioni di culto, potesse, assieme a suo marito Rinaldo, andare al culto, lodare il SIGNORE ed anche ascoltare un messaggio (sermone) basato su Romani capitolo 8 che insegna che tutte le circostanze di vita, per coloro che amano davvero il RE DEI RE (ricordiamoci che amare IL RE DEI RE comprende anche l'obbedienza ai suoi comandamenti), possono contribuire alla loro formazione spirituale: Ogni circostanza di vita può servire, anche la sofferenza che non manca in casi di dipartenza inaspettata e subitanea di un congiunto utile ed amorevole, per conformare di più i figli adottivi di Dio alll'immagine del figlio unigenito di Dio, Gesù di Nazaret. Eunice poteva, assieme all'apostolo Paolo, dirsi pronta per andare alla presenza del Re dei Re, poteva affermare "Ho combattuto il buon combattimento, ho finito la corsa, ho conservato la fede" (2 Timoteo 4:7).
Ora caro mio, cara mia, domandati: Sei pronto davvero per la morte? Sappi una cosa: Da quando Eunice ha avuto il suo malore a quando è passata alla presenza di Dio è passata meno di un'ora, forse meno di quaranta minuti. Non ti illudere pensando di poter rimandare al futuro le questioni eterne! Non ti illudere pensando che la vita finisce qui sulla terra. Non ti illudere pensando di non dover dare il rendiconto al tuo Creatore per come hai vissuto qui sul pianeta terra e per le scelte che hai fatto>>.
Andrea DIPROSE
ROMA, 12 Febbraio 2012

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