Scritto da Buonanotizia Martedì 30 Marzo 2010 08:35

Il termine "sindone" deriva dal greco sindon, che indica un tessuto di lino di buona qualità. Il termine è ormai diventato sinonimo del lenzuolo funerario di Gesù. Ma la sua autenticità è oggetto di controversie. Ogni volta si fa un gran parlare a proposito della messa a punto di più moderne e presumete più sicure tecniche d’indagine per accertare l’esatta età della Sindone.
Ma a nessuno viene in mente di andare a controllare le Sacre Scritture, secondo il cui racconto quel panno non può essere in alcun modo il lenzuolo funerario di Gesù, per il semplice motivo che le tecniche per la sepoltura in uso dai giudei in quel tempo, non contemplavano l’uso di un lenzuolo per avvolgere i defunti.
Nei capitoli 19 e 20 del vangelo di Giovanni si fa più volte riferimento a due diversi elementi che venivano impiegati per avvolgere i corpi dei morti, e in particolare il versetto 40 del capitolo 19, specifica che si trattava del “costume di sepoltura in uso presso i giudei”.
Questi due elementi citati, ad esempio nei versetti 5, 6 e 7 del capitolo 20 di Giovanni, indicano nel greco othonia e sudarion, questi due elementi. Othonia è il plurale di othonion, e vuol dire bende, strisce di stoffa, e servivano per fasciare il corpo dei defunti. Il sudarion invece era delle dimesioni di un tovagliolo o un asciugamano, e servire per coprire il capo del morto. Come è anche possibile osservare in tutte le raffigurazioni dell’episodio biblico della resurrezione di Lazzaro, dove si ritrae Lazzaro avvolto da una stretta e lunga striscia, mentre ha il capo ricoperto da un panno delle dimensioni di un asciugamano.
Giovanni ci racconta che nel fare il suo ingresso nella tomba di Gesù risorto, insieme a Pietro videro da un lato le bende in terra, e da un’altra parte, il sudario ben ripiegato. Tutto questo fa escludere categoricamente che la Sindone di Torino possa essere stata usata per avvolgere il corpo di Gesù. Eppure continua ad essere spacciata per tale, e ad attrarre milioni di pellegrini da ogni parte del mondo, (per l’ostensione di quest’anno se ne attendono due milioni), che versano nelle casse della curia un bel mucchio di soldi, a cui vanno aggiunti i finanziamenti pubblici, che dai soli comune e provincia di Torino, che per quest’anno ammontano a due milioni di euro, più quelli privati delle banche, delle fondazioni e degli sponsor.
E’ del tutto evidente a qualcuno fa comodo far credere che quello si il lenzuolo funerario di Cristo, e poco conta se si tratta di un clamoroso falso storico. Tutto questo ricorda molto il racconto evangelico dei mercanti del tempio (Matteo 21:12-13), persone senza scrupolo che sfruttavano il sentimento religioso della gente per fare affari.

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