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Gerusalemme, restaurati disegni del pavimento del tempio ebraico

Alcuni archeologi affermano di avere ricostruito, per la prima volta, attraverso frammenti originali, alcuni disegni che appartenevano al pavimento del Tempio ebraico. - 

 Gli esperti hanno riassemblato alcuni frammenti di piastrelle rinvenuti in mezzo a tonnellate di terra provenienti dal sito noto agli ebrei come Monte del Tempio e ai musulmani come Haram al-Sharif.

Secondo questi esperti el piastrelle risalgono a circa 2000 anni fa, al periodo del Secondo Tempio, durante il regno di Erode.

Il tempio fu distrutto per mano dei romani nel 70 d.C.

Circa 600 frammenti di mattonelle colorate per pavimenti sono state ritrovate dagli archeologi esaminando i detriti provenienti dal Monte del Tempio.

L'altopiano dove i templi erano situati è il luogo più sacro del giudaismo. A questo si affiancano il Muro Occidentale, venerato dagli ebrei come parte del muro di sostegno originale della spianata del tempio.

Haram al-Sharif (Nobile Santuario) è anche il luogo dal quale i musulmani credono che il profeta Maometto ascese al cielo, ed è il terzo luogo sacro dell'Islam.

Secondo gli archeologi le piastrelle proverrebbero dai portici del cortile del Tempio.

“Mettere insieme i pezzi ci permette di avere un'idea dell'incredibile splendore del tempio” ha affermato il dot. Gabriel Barkay del Progetto Il 'Monte del Tempio al Setaccio'.

Gli esperti dicono di essere riusciti ad assemblare sette possibili disegni di come il pavimento avrebbe potuto presentarsi. Secondo Frankie Snyder, membro della squadra del progetto, il tipo di pavimentazione è noto come l'opus sectile, espressione latina per " lavoro d'intaglio", ed è "considerato di gran lunga più prestigioso di un pavimento a mosaico",

"I segmenti delle piastrelle erano perfettamente intarsiati in modo tale che non si poteva nemmeno inserire una lama affilata tra di loro", spiega l'esperto.

Il Progetto Il 'Monte del Tempio al Setaccio' è stato fondato da archeologi israeliani nel 2004 per esaminare le tonnellate di detriti scaricati dalle autorità islamiche seguiti lavori di ampliamento di una moschea sotterranea sulla spianata.

Il progetto attira migliaia di visitatori ogni anno che partecipano alle minuziose ricerche della terra e finora ha portato alla luce centinaia di reperti antichi, tra cui monete, ossa di animali e pezzi di ceramica.

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