×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 98

Archeologia, L'antica pergamena svelata dalla TAC.

Ricostruito, grazie alla tomografia computerizzata, il testo carbonizzato della pergamena di Ein Gedi, il più antico documento ebraico dai manoscritti del Mar Morto.

Circa 1.500 anni fa, sulla costa occidentale del Mar Morto divampò un incendio che distrusse una fiorente comunità ebraica che viveva lì da secoli secoli. L'Armadio Sacro (il mobile deputato a conservare i rotoli della legge) della  sinagoga, però, sopravvisse alle fiamme. Conteneva una pergamena ottenuta dalla pelle degli animali, che rimase carbonizzata dal calore delle fiamme.

Il documento, noto come "pergamena di Ein Gedi", è stato conservato per decine di anni dalla Israel Antiquities Authority, senza essere mai aperto per paura che il fragile testo si sbriciolasse. Ma l'anno scorso, gli scienziati hanno annunciato che avrebbero esaminato e tradotto i versi nascosti della pergamena, srotolandola virtualmente. Un'impresa che ora è stata ufficialmente descritta nella letteratura scientifica.

"Ormai sono vent'anni che lavoro con la tecnologia e i materiali danneggiati, e nel tempo mi sono convinto che saremmo riusciti ad arrivare a questo giorno", racconta 

 

Brent Seales, autore dello studio e ricercatore all'Università del Kentucky, dove è specializzato nella ricostruzione digitale dei testi danneggiati. "La pergamena di Ein Gedi prova che siamo in grado di recuperare l'intero testo da un documento danneggiato, non solo qualche parola o lettera".

Basandosi sugli esami preliminari, nel 2015 Seales e i suoi colleghi avevano concluso che la pergamena di Ein Gedi è un testo biblico del sesto secolo d.C., contenente uno stralcio di testo dal libro del Levitico. Ma i risultati completi della tomografia computerizzata, la stessa tecnica sfruttata nelle TAC mediche, recentemente pubblicati sulla rivista Science Advances, raccontano una storia più lunga.

Colmare un vuoto

Ulteriori analisi hanno rivelato un'altra colonna di testo, contenente i primi due capitoli del Levitico - ironicamente, un libro che inizia con le istruzioni divine sul come bruciare le offerte. Ancora più importante, la datazione con il radiocarbonio suggerisce che la pergamena abbia tra i 1.700 e i 1.800 anni, e sia quindi di almeno 200 anni più vecchia rispetto a quanto creduto in precedenza. E, in effetti, la caratteristica scrittura conferma che la pergamena risale al primo o secondo secolo, circa cinque secoli prima rispetto alla data attribuita alla pergamena l'anno scorso.

Di per sè, gli studiosi non sono sorpresi che il testo sia del Levitico. "C'è poco da stupirsi nel trovare una pergamena del Levitico", ha commentato James Aitken, professore all'Università di Cambridge, nel 2015, quando è stata annunciata per la prima volta la traduzione della pergamena di Ein Gedi. "Abbiamo probabilmente più testi del Levitico che di qualsiasi altro libro della Bibbia, perché lo stile è così semplice e ripetitivo che il testo veniva usato per far esercitare gli scolari".

Ma l'età attribuita alla pergamena implica anche che il documento possa collocarsi esattamente, in termini temporali, fra i manoscritti del Mar Morto e la Geniza del Cairo, una delle più importanti documentazioni di libri ebraici medievali. In altre parole, la pergamena di Ein Gedi riempie un vuoto secolare nella storia dei testi biblici.

"Penso che possiamo affermare con sicurezza che la pergamenta del Ein Gedi sia il testo biblico più esauriente e completo dell'antichità venuto alla luce dalla pubblicazione completa dei manoscritti del Mar Morto, circa dieci anni fa", spiega il co-autore dello studio Michael Segal, esperto di testi biblici all'Università Ebraica di Gerusalemme.

Emanuel Tov, un altro co-autore, spiega che la pergamena di Ein Gedi aiuta a ridefinire la sequenza temporale di come è nata la Bibbia ebraica di riferimento, conosciuta anche come "testo masoretico".

"Ci sono chiari segni di continuità nella tradizione", spiega Tov. "Non può essere una coincidenza il fatto che la sinagoga di Ein Gedi, bruciata nel sesto secolo, ospitasse un'antica pergamena il cui testo è del tutto identico a quello medievale. La corrente principale dell'ebraismo ha utilizzato questa pergamena del Levitico in uno dei primi secoli della nostra era, ha continuato a usarla fino al tardo Medioevo, quando è stata inventata la stampa.

I prossimi passi

I ricercatori sottolineano anche che lo studio ha permesso lo sviluppo di tecniche di imaging non invasive, ma decifrare antiche pergamente pone ancora delle sfide. È stato possibile far risaltare le lettere dal documento perché questo era scritto con un inchiostro denso, che probabilmente conteneva ferro o piombo. Ma altri inchiostri antichi erano a base di carbone, e sono quindi difficili da distinguere sulle superfici carbonizzate. Questo è vero soprattutto per i papiri di Ercolano, una collezione di documenti preservatisi durante l'eruzione del vulcano di Pompei, nel 79 d.C. Come la pergamena di Ein Gedi, anche i testi di Ercolano sono stati resi estremamente fragili dal calore, e gli studiosi stanno cercando da anni un modo per poterli leggere senza distruggerli.
 
"Mi piacerebbe moltissimo riuscire a estrarre questi testi dalla collezione di Ercolano", commenta Seales. "E' il mio prossimo obiettivo". 

 

 

(fonte National Geographic)

Vota questo articolo
(0 Voti)
Devi effettuare il login per inviare commenti

Chi è online

Abbiamo 128 visitatori e nessun utente online

Vai all'inizio della pagina