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Avvocato cristiano racconta delle torture subite nelle carceri cinesi.

 A salvarlo dal suicidio la fede

 

Bob Fu, fondatore e presidente di China Aid, riferisce le parole del suo amico Li Heping, riportate dal Wall Street Journal lo scorso lunedì.

 

 

Ci sono stati momenti in cui avrei voluto suicidarmi. Sono sopravvissuto grazie alla mia fede cristiana, la coraggiosa difesa di mia moglie e l'attenzione della comunità internazionale.”

 

Fu racconta che Li avrebbe subito torture sadiche, da parte delle autorità del Partito Comunista Cinese per il coraggio di denunciare pubblicamente gli abusi dei diritti umani in Cina.

 

Li f arrestato insieme ad altri 250 avvocati il 9 giugno del 2015, in seguito al giro di vite ordinato da funzionari cinesi, noto come il giro di vite 709.

 

Gli avvocati sono stati confinati in gelide celle, dove hanno subito percosse, scariche elettriche, privazione del sonno e incatenati in posizioni innaturali.

 

Li ha anche denunciato di essere stato drogato con sostanze sconosciute dopo che gli era stata diagnosticata un'ipertensione e costretto a prendere sei pasticche al giorno per circa due anni.

 

Secondo Fu, Xi Jinping, Segretario generale del Partito Comunista Cinese ha tentato di smantellare la rete di avvocati e dei sostenitori dei diritti umani perché il loro impegno pacifico in favore di una riforma è considerato una minaccia per la sicurezza nazionale.

 

Xi Jinping ha ripristinato la pratica maoista della confessione publica alla televisione ed ha adottato la pratica di torture cosi orribili da rendere necessaria una reazione intenzionale” ha commentato il fondatore di China Aid.

 

Fu racconta anche che altri avvocati sono usciti allo scoperto per raccontare degli abusi subiti, come nel caso di Li Chinfu, che dopo avere subito delle cure forzate gli è stata diagnosticata una forma di schizofrenia.

 

Secondo il fondatore di China Aid il presidente USA Trump ha già fatto molto di più del suo predecessore Barack Obama, nel battersi in favore dei diritti umani in Cina, come ad esempio l'avere autorizzato il salvataggio della moglie di un altro avvocato, Xie Yang, fuggita in Tailandia lo scorso mese di febbraio.

 

Fu insiste che sebbene alcuni siano stati liberati, alcuni avvocati restano in carcere e rischiano di subire orribili torture. Non possiamo dimenticarli. Il silenzio equivale ad una loro condanna a morte.

 

Secondo un rapporto di Freedom House dello scorso mese di marzo, qualcosa come 100 milioni di persone, compresi cristiani evangelici, subiscono in Cina livelli di persecuzione “elevata” o “molto elevata”.

 

Il regime ateista ha dato un giro di vite non solo nei confronti degli avvocati, ma anche contro cristiani e credenti di ogni fede, percependo la fede, specialmente quella non riconducibile alle maggiori denominazioni, come una minaccia alla sua autorità.

 

Secondo Fu, nonostante l'apparenza che Xi cerca di far passare agli occhi della diplomazia dei paesi occidentali, e dei più importanti leader religiosi, come ad esempio Papa Francesco, non ci si deve fare ingannare, e credere che il governo stia ammorbidendo il suo atteggiamento nei confronti dei credenti.

 

La Cina sta cercando di fare un fronte unico con il papa e il Vaticano per far credere al mondo che stia rispettando i diritti, ma di fatto le religioni sono ancora perseguitate” chiosa Fu.

 

L'obbiettivo della Cina nel cercare di migliorare i suoi rapporti con il Vaticano e quello di accreditare di se una falsa immagine pubblica sia all'interno che all'esterno.

 

 

(Fonte Christian Post) 

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