Ex mussulmano presenta ai kenioti il “vero Gesù” e molti si convertono.

 I cristiani del Kenia hanno subito attacchi terroristici negli anni recenti.

Lydia Munene direttore esecutivo per l'Africa, della Società Biblica, ha raccontato di un importante programma evangelistico in atto in Kilifi, un'area costiera del Kenia a maggioranza mussulmana.

 

Questo è accaduto: le nostre bibbie finite nelle mani di un ex mussulmano, dal nome di fantasia Michel. Quindi Michel si è convertito frequentando un incontro cristiano in Kilifi, e una volta convertitosi, è stato preso da una passione per la distribuzione della Bibbia tra i mussulmani, perché potessero conoscere la Parola di Dio e conoscere il “Vero Gesù”, racconta Munene

 

Così Michael ha iniziato a tenere incontri a piccoli gruppi. Normalmente invita i sui amici, e condivide con loro la Parola di Dio, assegna loro dei versi da leggere, e una volta che si convincono li conduce al Signore”, prosegue la sorella.

 

Michel ha iniziato a distribuire bibbie e a condividere l'Evangelo usando piccoli gruppi, sebbene lui e coloro che si sono convertiti hanno dovuto affrontare seri pericoli, come essere perseguitati e finanche uccisi dai propri familiari mussulmani.

 

Munene esorta i credenti a pregare per i mussulmani interessati a conoscere di più di Gesù, osservando che coloro che hanno deciso di seguire il Signore, hanno visto le loro vite trasformate.

 

In Kenia abbiamo avuto casi di cristiani uccisi e massacrati. Ma anche allora la nostra gioia più grande è vedere che ce ne sono che sono sinceramente alla ricerca della verità. E Michel era uno di loro prima di venire a Cristo”, commenta la responsabile della Società Biblica.

 

Egli era alla ricerca della verità, quando ha incontrato dei cristiani dai quali ha ricevuto la Parola di Dio e la sua vita è stata trasformata. E in seguito egli stesso è diventato uno strumento per trasforamare altri mussulmani.”

 

I cristiani del Kenia hanno subito attacchi terroristici negli anni recenti, il più sanguinoso dei quali è stato l'assalto al Garissa University College, nell'aprile del 2015. Fondamentalisti islamici, appartenenti all'ala somala di al-Shabaab hanno massacrato 150 persone, in gran parte studenti cristiani. Le cronache raccontano che i terroristi separarono i cristiani dai mussulmani prima di condurli fuori e ucciderli.

 

I congiunti delle vittime di quell'attacco, hanno riferito che la fede li ha aiutati a superare quella immane tragedia, dando lor anche al forza di perdonare gli assassini.

 

 

 

 

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