Preoccupa l’attacco alla libertà religiosa in Russia

Un convegno alla Camera dei Deputati

 

Roma, 28 settembre 2017 – La situazione della libertà religiosa in Russia sta diventando sempre più difficile per le minoranze religiose. Questo è quanto è emerso dal convegno tenutosi il 26 settembre a Roma, alla Camera dei Deputati, organizzato da Massimo Introvigne (direttore e fondatore del Centro Studi sulle Nuove Religioni, CESNUR) e da Raffaella Di Marzio (direttrice Centro Studi LIREC). Il convegno ha preso le mosse dall'ultimo provvedimento contro il terrorismo, dello scorso mese di luglio in Russia, la controversa legge Yarovaya che, tra le altre cose, ha disposto lo scioglimento della confessione religiosa dei Testimoni di Geova, e la messa al bando di alcune loro pubblicazioni, tra le quali la traduzione della Bibbia del Nuovo Mondo, da essi pubblicata. Nello scorso aprile, l’Alleanza evangelica italiana, tra i pochi organismi evangelici italiani ed europei ad esprimersi, aveva diramato un comunicato “Violare la libertà religiosa di una confessione riguarda tutti!” in cui esprimeva preoccupazione per la situazione in Russia e la convinzione evangelica che “lottare per la libertà religiosa, riconoscere tale diritto a tutte le persone, non è né un incoraggiamento a credere che tutte le vie portano a Dio,  né un invito al relativismo. Il punto non è sostenere la dottrina dei Testimoni di Geova (che per noi è contraria all’evangelo e deviante rispetto alla Parola di Dio), ma il diritto di tutti di vivere liberamente le proprie convinzioni”.

 

I vari relatori succedutisi hanno tratteggiato un quadro a tinte fosche, per la LR in Russia nei confronti di tutte le minoranze religiose, e non solo per i Testimoni di Geova, e per Scientology. Sono di fatto nel mirino della autorità russe tutte le altre minoranze, cristiane e non. Infatti dal mese di giugno del 2016 al mese di giugno di quest’anno, sono state registrate oltre un centinaio di azioni giudiziarie contro le minoranze, così ripartite: 58 contro evangelici e protestanti (non compresi i battisti), 40 contro i Testimoni di Geova, 26 contro i battisti, 12 contro gli Hare Krishna, 9 contro mussulmani, e via dicendo.

 

Trattandosi di norme che in teoria servirebbero a contrastare il terrorismo, che nella quasi totalità dei casi e di matrice islamista, è curioso, ha segnalato qualcuno, che la stragrande maggioranza dei provvedimenti giudiziari siano a danno di cristiani, e pochissimi nei confronti degli islamici. Alcuni degli intervenuti si sono detti convinti che le norme in questione, siano state ispirate dalla Chiesa Ortodossa Russa, che considera il territorio russo "territorio canonico della Chiesa Ortodossa".

 

Si è anche fatto cenno alla situazione italiana, che naturalmente non è paragonabile con quella russa, ma che ha i suoi problemi. I parlamentari presenti, pur convinti che la proposta di legge sulla libertà religiosa giacente in parlamento non potrà realisticamente arrivare a compimento, vista l'imminenza delle elezioni politiche, si sono detti comunque convinti circa l'importanza di avere posto la questione, anche per lasciare ai prossimi legislatori una traccia dalla quale ripartire, per vedere finalmente una nuova legge sulla materia in Italia. Tra le altre confessioni religiose e associazioni religiose presenti al convegno si segnalano alcune evangeliche tra le quali: la Chiesa Avventista, le Assemblee di Dio in Italia, Porte Aperte, Jony & Friends, e l'Alleanza Evangelica Italiana, rappresentata da Stefano Bogliolo e Oreste Ponticello.

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